Taylor Swift, la nuova vita dopo “Look what you made me do”

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© Facebook / Taylor Swift

Con una sapiente mossa di marketing nei giorni scorsi Taylor Swift ha lanciato il video di “Look what you made me do“, che fa da apripista all’uscita dell’album “Reputation“.

Milioni e milioni di visualizzazioni nel giro di poche ore, a confermare che qualunque cosa faccia, Taylor Swift riesce ad avere un enorme impatto. Nei giorni precedenti dai social della cantante erano sparite tutte le foto, erano comparsi dei serpenti e il riferimento è stato subito chiaro: Kim Kardashian. Le due, come si sa già da un po’, non vanno più d’accordo e la socialite aveva definito “vipera” la cantante, che aveva avuto una discussione con Kanye West.

Reputation” segna una svolta nella carriera di Taylor Swift, che con “Look what you made me do” ha voluto rispondere a tutte le critiche che da anni le sono rivolte, scagliarsi contro nemici celebri (come Katy Perry) e ribadire quali invece sono gli amici veri (Selena Gomez, Ed Sheeran, Blake Lively e Ryan Reynolds). Il video è così carico di riferimenti che è stato analizzato da cima a fondo. A parte questo, una delle principali critiche rivolte alla Swift per il suo nuovo lavoro, è che è stata capace di monetizzare perfino il suo vittimismo (o le accuse di vittimismo) e ora TMZ annuncia che monetizzerà anche creando del merchandising con le frasi della nuova canzone (potete vederne un’anteprima qui). Un momento cruciale del video è Taylor Swift che risponde al telefono e comunica che la vecchia Taylor è morta, come si vede all’inizio del video in cui c’è la cantante in versione zombi. Per i prossimi concerti, quindi, i fan faranno guadagnare un bel po’ a Taylor Swift comprando cappellini e magliette che salutano la sua vecchia versione per dare il benvenuto a quella nuova, meno docile, più dark e determinata a consolidare la sua “Reputation“.


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