Justin Bieber: la sua guardia del corpo lo denuncia per aggressione

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Justin Bieber | © Ben Rose /Getty Image

Justin Bieber ancora una volta nei guai: qualche giorno fa è stata diffusa un’immagine che lo ritrae intento a farsi uno spinello, adesso arriva una denuncia per aggressione. La situazione è ancora più bizzarra, però, perché a denunciarlo è stato Moshe Benabou, sua ex guardia del corpo.

Sembra strano immaginare Justin Bieber che colpisce un gorilla, ma secondo la versione di Benabou le cose sono proprio andate così e l’uomo adesso reclama anche il mancato pagamento per il suo servizio, che ammonta ad oltre 400mila dollari.

Moshe Benabou e Justin avrebbero litigato nell’ottobre 2011 alla fine di un concerto, il cantante canadese avrebbe tirato pugni sul petto, ripetutamente, al bodyguard, che non ha reagito per non fare del male al suo assistito. Se avesse reagito, infatti, per quanto Bieber possa fare palestra, rimane piuttosto gracilino per mettersi contro una guardia del corpo, che lo avrebbe mandato dritto in ospedale.

Justin Bieber | © Ben Rose /Getty Image
Justin Bieber | © Ben Rose /Getty Image

Quindi l’uomo adesso rivuole indietro i suoi soldi, nella cifra richiesta è compreso anche il risarcimento per l’aggressione, ma ancora non si sa come andrà a finire questa storia. La difesa di Bieber sostiene che Beabou quando è stato assunto aveva dichiarato di aver lavorato per Justin Timberlake, ma poi si è scoperto che si trattava di una menzogna e questo basterebbe per riuscire a vincere la causa ed evitare di sborsare i soldi, per un servizio che, al di là di eventuali bugie, c’è effettivamente stato.

Il 2013 non è iniziato per niente bene per Justin, che proprio la sera di Capodanno si trovava in una stanza d’albergo con in mano quello che sembra essere un vero e proprio spinello. Niente che non abbiamo già visto, insomma. Una celebrità come Justin Bieber, perennemente circondata da guardie del corpo, ha compiuto un passo falso: non ha fatto proibire l’uso di cellulari a chi era presente quella sera e così lo scoop è servito.

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