Fabrizio Corona e la vita dopo il carcere: “Non avrei resistito a lungo”

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© Chi

Sono passati tre anni e mezzo dalla rocambolesca fuga di Fabrizio Corona verso il Portogallo per scampare il carcere in Italia, ma non ci è riuscito. In carcere avrebbe dovuto trascorrere oltre quattordici anni ma è uscito prima per problemi di salute e affidato alla comunità Exodus di Don Mazzi, attualmente è libero ma il tribunale gli ha imposto delle restrizioni, l’intervista del settimanale Chi è una grande eccezione.

Fabrizio Corona ha raccontato la sua vita in carcere al settimanale diretto da Alfonso Signorini, senza però sbilanciarsi troppo, più che altro lasciando intendere quanto sia dura la detenzione:

Nessuno può capire che cos’è il carcere se non lo ha vissuto pienamente e duramente. Non era una semplice custodia cautelare la mia. Era una condanna definitiva. In totale quattordici anni e due mesi. Ero un detenuto sorvegliato in modo speciale per via della mia popolarità. Da quando sono uscito dal carcere, non ho mai raccontato la mia vita tra le sbarre. Provo vergogna, mi fa male, il ricordo lacera la mente e il cuore. Lo fa sanguinare. Di notte però capita spesso di svegliarmi all’improvviso e di non credere che sia finita. Posso solo dirle che in galera mi è successo di tutto. L’inimmaginabile. Non è stata una semplice detenzione.

Fabrizio Corona, come ha vissuto in carcere

Arrestato il 25 gennaio 2013 dopo la fuga in Portogallo, Corona è stato inizialmente a Busto Arsizio e in seguito trasferito a Opera. Lui ha dichiarato di essere scappato perché aveva troppa paura, poi racconta come ha vissuto la detenzione:

I primi due anni li ho trascorsi chiuso in cella. Ventidue ore al giorno in una cella di tre metri quadrati. Ho imparato il codice penale a memoria… Non ho mai accettato con me stesso il fatto di essere un detenuto. Mi guardavo dall’esterno e non mi consideravo tale. Ho evitato tutto, ho evitato la vita comune nella galera. Mi sono creato un mondo parallelo, fatto di libri, quotidiani, tv, palestra in cella e la mia inseparabile radiolina.

Fabrizio Corona ammette che se la detenzione fosse durata più a lungo probabilmente non ce l’avrebbe fatta:

Quattordici anni di detenzione? No, non avrei resistito. Fisico e mente mi avrebbero lasciato. Tragga lei il significato di queste dure ma vere parole

Uscito dal carcere il 18 giugno dell’anno scorso, Corona racconta quali sono le prime cose che ha fatto:

La prima cosa che ho fatto una volta libero? Mi sono fermato in autostrada, ho guardato il cielo e ho vomitato. Poi mi sono fatto una scopata.

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Fabrizio Corona dopo il carcere

Anche se con le dovute restrizioni, Corona ha ripreso a vivere la sua vita tra sfilate e lezioni di management, senza tralasciare il mondo del gossip, che l’ha visto legarsi a Silvia Provvedi, una delle gemelle del duo Le Donatella. Del suo rapporto con Nina Moric non ne vuole parlare ma ha avuto delle belle parole per il figlio che hanno avuto insieme, Carlos:

L’ho visto dopo oltre un anno di carcere. Lo ha portato quella santa donna di mia madre Gabriella. Emozione fortissima. L’ho lasciato bambino, l’ho trovato un ometto. Mi ha stretto forte. E mi ha dato la forza di andare avanti. “Papà, ci sono io qui per te”. Aveva capito tutto. Per la prima volta mi sono sentito io figlio, lui padre. Per la prima volta non ero più solo al mondo.

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