Michelle Hunziker: “Sono tornata in tv perchè la mia non è una professione normale”

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Michelle Hunziker | © Alexander Hassenstein / Getty Images

A 18 anni era già mamma Michelle Hunziker ed è anche per questo che non ha ben digerito le critiche che le sono state rivolte per essere tornata sul bancone di “Striscia la Notizia” solo dopo 4 giorni dalla nascita di Sole, la piccola avuta da Tomaso Trussardi. La decisione della showgirl svizzera ha provocato un polverone mediatico perchè il suo comportamento sarebbe l’espressione di un messaggio sbagliato, un modo per criticare le mamme che scelgono la maternità al lavoro, correndo il rischio di vanificare anni di battaglie civili per i diritti delle donne. Michelle ha replicato alle accuse ridimensionando la polemica, al sito de Il Corriere della Sera ha dichiarato:

No, non era quello il mio messaggio. Striscia la notizia è un divertimento. Se avessi avuto una professione normale, che mi impegnava 8 ore al giorno, mai e poi mai sarei tornata a lavorare poco dopo il parto. Voglio godermi la mia bambina.

Ha poi spiegato come si svolge la sua breve giornata lavorativa:

Esco di casa verso le 17.30, arrivo in redazione alle 18, vedo servizi e notizie della giornata, vado al doppiaggio, poi in sala trucco, infine in onda. Prima di uscire di casa dò la poppata alla bimba, poi come tantissime mamme mi tiro il latte e il biberon verso le otto glielo dà Tomaso, o Aurora, o la tata. Rientro verso le nove e mezza o le dieci, pronta per la nuova poppata. Questo è tutto.

Michelle Hunziker | © Alexander Hassenstein / Getty Images
Michelle Hunziker | © Alexander Hassenstein / Getty Images

La Hunziker ha voluto difendere tutte le madri impegnate nella loro attività quotidiana, per altro molto faticosa:

Io sono una grande sostenitrice della maternità, lo ero già a 18 anni. La maternità è sacra e va tutelata. Mi intristisce sapere che in Lombardia la natalità è zero. Del resto è comprensibile, le donne si vogliono realizzare e hanno paura di fare figli. Il sistema della maternità non funziona in Italia. Le donne spesso rientrano dopo il periodo di maternità e trovano ridotti i propri ruoli, vengono declassate. Questo è inammissibile. Anche la lunga assenza di una donna, magari in un ruolo chiave, può essere fortemente penalizzante per un’azienda. Lo Stato deve intervenire.

Insomma Michelle ha messo a tacere ogni polemica spiegando il suo punto di vista, basterà?

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