Cory Monteith: rivelate le cause della sua morte

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Lea Michele e Cory Monteith nel 2012 | © Christopher Polk / Getty Images

Sono ore molto difficili per Lea Michele, che ha appreso improvvisamente della scomparsa di Cory Monteith, fidanzato ma anche compagno di set nella serie tv “Glee“.

L’attore che interpretava il quarterback Finn Hudson è stato trovato morto nella sua camera d’albergo a Vancouver, si è spento a 31 anni e all’arrivo dei soccorsi non c’era più niente da fare. La prima ipotesi che è stata avanzata, è che si trattasse di overdose e adesso la conferma arriva dall’autopsia e dagli esami tossicologici effettuati, come risulta dal rapporto rilasciato dal coroner.

Cory Monteith aveva solamente 31 anni ma un passato difficile alle spalle, un’infanzia complicata ed un’adolescenza durante la quale si è avvicinato al mondo delle droghe. Lui stesso in un’intervista rilasciata due anni fa aveva dichiarato di essere vivo per miracolo, un pensiero che purtroppo hanno avuto molti altri suoi colleghi, da Elton John ad Angelina Jolie, che sono riusciti a sopravvivere ai loro eccessi e porvi finalmente fine.

Lea Michele e Cory Monteith | ©  Christopher Polk / Getty Images
Lea Michele e Cory Monteith | © Christopher Polk / Getty Images

Ci aveva provato anche Cory, lo scorso aprile, quando aveva deciso di farsi ricoverare in un centro di riabilitazione. Ma evidentemente c’è stato qualcosa più forte di lui e non ce l’ha fatta. Nel rapporto del coroner ora si legge che l’attore è morto:

a causa di un mix di farmaci e droghe, compresi alcol ed eroina. Non ci sono prove che suggeriscano che la morte del sig. Monteith non sia altro che un tragico incidente.

Numerosi i messaggi da parte dei colleghi, alcuni lo ricordano attraverso le foto. La fidanzata, l’attrice Lea Michele, ha chiesto rispetto in questo momento devastante per lei e per tutta la famiglia di Cory Monteith. Su Twitter da due giorni ormai sono innumerevoli i messaggi di addio e di affetto diretti a Cory, proprio sul social è apparsa l’ultima foto che lo ritrae in un ristorante di Vancouver. Il proprietario ha dichiarato di averlo trovato in buone condizioni, stava bene. Quello che è accaduto dopo potrebbe essere stato un fatale incidente, un eccesso di troppo, l’ultimo di una lunga serie, quello fatale.

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