Amy Winehouse uccisa dall’eccesso di alcol

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Amy Winehouse © Neil Mockford / Getty images

Amy Winehouse è morta prematuramente all’età di 27 anni nella sua casa di Cadmen Square a Londra. A circa tre mesi dalla sua scomparsa sono stati resi noti gli esiti delle analisi effettuate sul corpo della giovane cantante britannica. A quanto pare la causa del decesso è riconducibile ad un abuso di alcool, visto che il suo tasso alcolemico era cinque volte più alto del normale. A stabilire ciò è il medico legale della St. Pancras Coroners Court. Infatti è emerso dalle analisi del sangue sul  corpo della Winehouse che aveva 416mg di alcol per 100ml di sangue. Per ben capirci, basta pensare che il limite legale è di 80 mg , quindi l’eccesso d’alcol nella Winehouse sarebbe stato deleterio per chiunque. Inoltre, sempre da quanto emerge dall’inchiesta sulla morte della cantante, la causa di morte per abuso d’alcol è compatibile con tutto ciò che è stato rinvenuto nella sua casa di Cadmen Square, due bottiglie di vodka grandi e una piccola. Queste rivelazioni escludono del tutto la droga, infatti, molti imputavano la morte di Amy ad un’overdose, ad una forte crisi d’astinenza. Ma oltre a non esserci nemmeno una minima traccia di droga nel corpo della Winehouse, come risultato dagli esami post mortem, neanche in casa viene rinvenuta alcun tipo di sostanza stupefacente.

Amy Winehouse © Neil Mockford / Getty images
Pare quindi che finalmente una verità su questa prematura e “forse” inaspettata morte sia venuta fuori, la causa della morte è l’alcol, proprio come la famiglia della cantante ha sostenuto sin dall’inizio, affermando con sicurezza che Amy non si drogava da tanto, da molto tempo. Ma tuttavia la giovane britannica ancora non può avere pace. Questa volta però non sono falsi scoop a scomodarla, ma ci pensa Scotland Yard. Infatti la polizia londinese ha inviato il file completo sulla morte della Winehouse all’indirizzo sbagliato. Il file contenente tutti i dettagli sulla prematura scomparsa della cantante che doveva arrivare nella mani della famiglia di Amy, invece è entrato a far parte della vita di un qualsiasi cittadino londinese, che rendendosi conto di ciò che aveva tra le mani, ha subito consegnato il pacchetto alla polizia metropolitana di Londra. Ora però è la stessa Scotland Yard che ha avviato un’indagine per capire come sia potuto accadere un errore cosi banale.

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