Silvio Berlusconi: “Accuse allucinanti, sono come la Caritas”

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Silvio Berlusconi

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Silvio Berlusconi continua imperterrito a difendersi da ogni tipo di accusa “allucinante” e si dice disposto a difendersi anche in tv, oltre a partecipare a tutte le udienze che lo riguardano, a partire da quella del prossimo 21 marzo sul caso Mills. Silvio Berlusconi oltre a difendere se stesso, difende anche le 33 ragazze coinvolte nel Rubygate o il caso Bunga Bunga, finito sulle pagine di tutti i giornali, anche all’estero:

Io non posso credere a un uso della giustizia così barbaro e così lontano dalla realtà. Io poi ho 75 anni e sebbene sia birichino… 33 ragazze in due mesi mi sembrano troppe anche per un trentenne. […] Può mai essere possibile che uno paghi con dei bonifici bancari una prestazione sessuale? Ma dove si è mai visto? Io sono come una Caritas quotidiana. Pago interventi chirurgici, il dentista, le tasse universitarie a tutti coloro che ne hanno bisogno.

E visto che è una Caritas, tutti sono a conoscenza della famosa telefonata in questura, con la quale Berlusconi chiese il rilascio di Ruby Rubacuori (Karima El Mahroug), poi affidata a Nicole Minetti, coinvolta nello scandalo ed indagata insieme ad Emilio Fede e Lele Mora. Il premier, inoltre, ribadisce di avere accanto una compagna, che fortunatamente è riuscita a non farsi coinvolgere in tutto questo caso, ma che gli è stata molto vicina e che non avrebbe sopportato tutto questo:

Se avessi fatto tutto ciò che dicono, mi avrebbe cavato gli occhi. E assicuro che ha anche le unghie lunghe. La verità è che la giustizia di questi signori è senza senso.

Secondo Berlusconi, alle cene di Arcore c’erano solo tre musicisti e dei camerieri e queste ragazze saranno etichettate come prostitute solo per aver preso parte a queste cene. E poi, c’era la discoteca, ma le ragazze ballavano da sole perché al premier non è mai piaciuto. Allora perché mettere una discoteca in casa? La risposta è semplice: la generosità di Berlusconi non ha limiti.

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