Pietro Mennea è morto, l’Italia in lutto

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Pietro Mennea |© AFP/Stringer/ Getty Images

L’italia dello sport non è fatta solo di calcio, ci sono dei campioni che entrano nel cuore del popolo e con il tempo continuano ad essere amati e stimati, uno tra questi è sicuramente Pietro Mennea che grazie alle sue imprese olimpioniche ha lasciato il segno nella storia dell’atletica leggera. Oggi quel campione se ne è andato lasciando un vuoto nel cuore degli italiani che hanno accolto la notizia alle prime ore di questa mattina. L’ex velocista azzurro, oro olimpico nel 1980 e primatista del mondo nei 200 metri dal 1978 al 1996, a giugno avrebbe compiuto 61 anni. Mennea è stato stroncato da un male incurabile, del quale in pochi erano a conoscenza. Da quanto si apprende, la camera ardente sarà allestita nel pomeriggio nella sede del Coni.

Si spegne cosi una grande rappresentante dello sport italiano stimato dall’altrettanti campioni internazionali leggende della velocità da Carl Lewis a Usain Bolt. L’Italia piange commosso questo atleta che tanto ha saputo dare alla sua patria. Abbandonata l’attività agonistica Mennea ha svolto la professione di avvocato e commercialista, ha dato vita a una Fondazione filantropica ed è stato anche dirigente calcistico della Salernitana nel 1999. Immediate sono state le reazioni del mondo sportivo a cominciare dal presidente del Coni Giovanni Malagò che ha invitato lo sport italiano a osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si disputeranno in Italia da oggi e per tutto il fine settimana per ricordare il grande atleta.

Pietro Mennea |©  AFP/Stringer/ Getty Images
Pietro Mennea |©
AFP/Stringer/ Getty Images

In onore del campione è stata disposta la bandiera tricolore a mezz’asta e anche i calciatori renderenno omaggio a questo campione. Molti campioni hanno spesso parole di cordoglio per  Mennea tra cui Sara Simeoni che molto scossa, ha dichiarato:

Se n’è andato un pezzo della mia vita. È un momento di tristezza incredibile, per me che ho vissuto anni bellissimi insieme a Pietro, allenandoci fianco a fianco, sopportando gli allenamenti insieme. Ci facevamo coraggio. Erano anni in cui non avevi la possibilità di avere riferimenti o qualcuno che ti potesse dare consigli. L’atletica in quegli anni era un fai da te, ci siamo costruiti con il nostro carattere e il nostro modo di fare ed abbiamo fatto risultati importanti. Pietro è stato grandissimo. Non so che dire, potevo attendermi di tutto, ma non questa notizia.

 

 

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