Morte Whitney Houston: Tony Bennett propone legalizzazione delle droghe

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La morte di Whitney Houston ha sconvolto lo scenario musicale internazionale. Sicuramente lo stato di salute della nota cantante era noto al mondo della musica e la sua è stata una morte annunciata. Negli ultimi tempi era stata avvistata in pessime condizioni di salute e aveva sperperato tutto il suo immenso patrimonio. Molte voci note hanno reso omaggio a Whitney,  fra queste c’è il leggendario Tony Bennett, che ha sentito il bisogno d’esprimere la sua opinione proprio in seguito alla scomparsa di un’altra celebre star, dopo Amy Winehouse e Michael Jackson.

In questi giorni si è tenuto al Beverly Hilton il Clive Davis pre-Grammy party. La serata è stata dedicata alla mitica Whitney Houston. Il suo produttore e amico fidato Davis ha ricordato la cantante con parole semplici, ma commoventi:

Whitney era una bella persona e aveva un talento senza eguali. Ha abbellito questo palcoscenico … tante volte. Quindi in poche parole:.. Whitney avrebbe voluto che la musica andasse avanti.

Tony Bennett | © FREDERIC J. BROWN /Getty Images

Nel corso delle celebrazioni Tony Bennett ha fatto delle dichiarazioni che hanno lasciato senza parole, suscitando molte  polemiche e critiche dell’opinione pubblica statunitense. Il mitico crooner, uno dei pochi rimasti a Hollywood, ha dichiarato:

Prima è toccato a Michael Jackson, poi Amy Winehouse. Adesso la magnifica Whitney Houston. Mi piacerebbe che tutte le persone presenti in questa stanza partecipassero alla campagna per legalizzare le droghe. Legalizziamo come hanno fatto ad Amsterdam. Nessun si nasconde o va di soppiatto all’angolo per prendersela, ma vanno dal dottore ed è tutto più sicuro.

Tony comprende il perchè tante stars si trovano coinvolte nel difficile tunnel della droga. Il cantante riesce a capire molto bene questi problemi, anche perchè in passato si è ritrovato schiavo della cocaina e ha più volte rischiato di morire. Da quanto si legge dalla sua biografia, “The Good Life“:

I miei guai sono cominciati quando mi sono trasferito a Hollywood con la mia seconda moglie e due figlie. Laggiù la cocaina scorre come lo champagne, e io mi sono presto unito ai festeggiamenti. Sembrava solo una cosa molto alla moda, ma poi mi sono accorto che non ero in grado di rifiutare quando me la offrivano. Sniffavo e fumavo erba tutti i giorni. Quando nel 1979 mi sono trovato nei guai con il fisco, che minacciò di portarmi via la casa, ho completamente perso il controllo, intensificando il mio ricorso alla droga.

Nella biografia il cantante prosegue:

Poi un giorno mi sono svegliato nella vasca da bagno, con mia moglie che mi spingeva il petto su è giù con forza. “Che succede?” le ho chiesto. “Semplice: avevi smesso di respirare”, mi ha risposto.

Lo sfogo di Bennett è decisamente comprensibile, ma visto lo stato in cui Whitney Houston è stata ritrovata, forse la legalizzazione delle droghe non sarebbe stata sufficiente a salvarla.