Mara Carfagna: “La vita privata di Berlusconi non mi piace”

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Mara Carfagna e Silvio Berlusconi

Hanno già fatto il giro del web le parole del Ministro Mara Carfagna, che dopo molto tempo è tornata in tv e non ha potuto evitare l’argomento intercettazioni, quelle del premier Silvio Berlusconi, che hanno fatto il giro del mondo. Il modo in cui il premier tratta le donne è alquanto discutibile ed una che fa il Ministro per le Pari Opportunità avrebbe molto da dire a riguardo.

Mara Carfagna e Silvio Berlusconi | © ALBERTO PIZZOLI / Getty Images
Mara Carfagna ha sbalordito tutti, ha detto la sua opinione, finalmente contraria a quella del suo “capo”, anche se con moderazione, per non fare troppi danni:

La vita privata di Berlusconi è sotto gli occhi di tutti. Saremmo ipocriti a dire che non vogliamo giudicare, perché è impossibile esimersi da giudizi. Io dico che non mi piace, che non la non condivido.

Mara Carfagna si è sposata lo scorso giugno con Marco Mezzaroma e Silvio Berlusconi è stato suo testimone di nozze. Anche se non è d’accordo con lo stile di vita del premier, però, si mantiene cauta nell’esprimere delle opinioni:

Ovviamente quello che leggo non mi piace e non lo condivido. Ma si tratta della vita privata di una persona. Se costituisce un elemento di valutazione politica pretendo che la vita di chiunque abbia una responsabilità politica venga resa pubblica, di Rutelli, Veltroni, Bersani, Fini. E voglio vedere chi supererebbe il vaglio di 100.000 intercettazioni.

Le risposte di Mara Carfagna, da un certo punto di vista sono state coraggiose, nel senso che ha avuto finalmente il coraggio di andare controcorrente e non appoggiare il Presidente del Consiglio in tutto e per tutto. Anche perché ora come ora, appoggiarlo di fronte all’evidenza, sarebbe pressappoco ridicolo. Tuttavia questo non è un voltare le spalle, ma un’opinione buttata lì, con delicatezza, che farà discutere molti, ma che non intaccherà la grande fiducia che i Ministri dell’attuale Governo hanno in Berlusconi, tanto da difenderlo sempre a spada tratta.

3 COMMENTI

  1. Stavolta la pompineuse ufficiale ha proprio ragione, quando dice “Se costituisce un elemento di valutazione politica pretendo che la vita di chiunque abbia una responsabilità politica venga resa pubblica”. Finalmente l’ha capito, che, per chi amministra la cosa pubblica, la privacy deve essere un optional, cartelle cliniche comprese. Del resto è ovvio che, non essendoci nel nostro parlamento il vincolo di mandato, il rapporto tra elettore ed eletto è esclusivamente fiduciario, e, per potersi fidare di una persona il metodo migliore è conoscerla, sapere chi frequenta, come sta di salute, sapere se spara balle o ha una sua coerenza, specialmente in privato.
    Brava, ora si attivi con una proposta di legge in questa direzione, e si prenda di conseguenza le pernacchie di tutta la casta, perchè, se nessuno in parlamento supererebbe il vaglio di centomila intercettazioni (ma voi avete fatto centomila telefonate in tutta la vita?) non vuol dire che il principio è sbagliato, bensì che se ne devono andare tutti. Lo sapete chi supera il vaglio anche di un milione di intercettazioni? Un onesto. Uno di quelli di cui il peggio che si possa dire è che spara cazzate al telefono. L’Italia ne è piena, e dovrebbe essere nell’interesse di tutti i cittadini (infatti non della casta) essere rappresentati da gente onesta. Dateci gli strumenti per riconoscere gli onesti dai criminali, e tutti i problemi diventeranno risolvibili (al contrario di adesso, dove la maggior parte dei problemi dei cittadini sono risolvibili solo da chi ha contribuito a crearli e ha tutto l’interesse nel mantenerli, per cui, in realtà, non sono risolvibili).

  2. Avrà ragione la Carfagna, ma perchè non approfondite quanto dichiarato sugli altri politici? Non vi fa comodo? La solita ipocrisia.

  3. Cara garfagna, e’ sempre un piacere sentire che lei la pensa come il79% degli Italiani, e se e’ da un lato una lodevole affermazione la sua , un po’ ritardataria lo e’. Noi miseri ed umili mortali privi di privilegi ci siamo arrivati molto, molto prima.
    Pero’ nulla le toglie che ha sicuramente tempistiche lungimiranti, rispetto ai nembri del suo schieramento politico, e certamente e’ la prima a dichiaralo apertamente.
    Sono anche convinto che altri suoi colleghi del Pdl la pensano come lei, ma purtroppo il coraggio e’ probabilmente qualcosa che viaggia parallelo alla borsa di questi tempi . Comunque si faccia coraggio, vedra’ che questo comportamento da parte del pulcinella d’Italia finira presto, e sarete tutti liberi di sparlarne tra qualche anno, e tornare poi tra dieci o dodici anni a beatificarlo, o almeno a tentare di farlo come succedette un paio d’anni fa’ con Craxi. Sa da morti e’ molto piu’ facile diventare santi,i beati invece sono quelli che hanno tratto benefici pur non avendo ne meriti ne qualita’.

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