Guido Barilla dice no alle famiglie gay negli spot

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Barilla|©Michael Loccisano/Getty Images

Si è scatenata la bufera mediatica su una delle aziende più sane dal panorama italiano: la Barilla che per bocca del suo presidente l’omonimo Guido Barilla ha esternato un pensiero a dir poco infelice riguardo la scelta d’immagine e comunicazione della nota impresa. Alla “Zanzara”, nota trasmissione di radio 24, il signor Barilla è riuscito ad ottenere l’attenzione che evidentemente cercava visto che di questi tempi per tenere alta la produttività aziendale si fa di tutto. Ha dichiarato con apparente semplicità:

Non metterei mai in una nostra pubblicità una famiglia gay, perché noi siamo per la famiglia tradizionale (…) Se gli piace la nostra comunicazione, la mangino, se non gli piace… possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Ma uno non può piacere sempre a tutti… [uno spot, n.d.r.] Non lo farei ma non per mancanza di rispetto. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono, purché non infastidiscano gli altri.

Ha anche aggiunto che è per il matrimonio gay:

…tutto sommato riguarda le persone che vogliono contrarre matrimonio, ma non per le adozioni, insomma, lì c’è di mezzo qualcuno che non può decidere.

Barilla|©Michael Loccisano/Getty Images

Guido Barilla, che ha studiato alla Bocconi e intrapreso studi di filosofia, davanti a un mezzo pervasivo come la radio non si è reso conto che non sta considerando una buona fetta di mercato ormai realtà tangibile di ogni società civile. A differenza dei suoi concorrenti che sono in grado di leggere perfettamente i trend del mercato anche se non illuminati o gay friendly .Passano solo poche ore e l’imprenditore si rende conto della sua gaffe e sul profilo Twitter dell’azienda arrivano le scuse:

Con riferimento alle dichiarazioni rese ieri alla Zanzara, mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone. Nell’intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia. Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia perché questa accoglie chiunque, e da sempre si identifica con la nostra marca.

Questo però non serve a placare gli animi, e online viene lanciata una vera e propria campagna di boicottaggio di tutti i prodotti Barilla,  l’ hashtag #boicottabarilla è il più cliccato su tutti i social e sta scatenado la solidarietà della rete ai gay. Arrivano anche le reazioni dell’Arcigay che, nelle parole del suo presidente Flavio Romani, afferma:

Se per il signor Barilla le famiglie formate da gay e lesbiche non fanno parte della sua tavola, siamo noi a votargli le spalle e a scegliere altri prodotti, culturalmente più sani e sicuramente più degni di stare sulle tavole degli italiani.

L’ associazione propone una campagna dal titolo: Siamo tutt* della stessa pasta. E chiarisce:

Oltre a sfruttare la rete e i social network stiamo organizzando azioni di volantinaggio davanti ai supermercati per informare i consumatori. Il pensiero di Barilla introduce la discriminazione perfino a tavola, e sembra voler negare quel desco ideale alle nostre famiglie, “sgradite” come negli anni furono quelle di neri ed ebrei. Barilla è il rigurgito di un’Italia che non c’è più: glielo dimostreremo.

 

 

 

 

 

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