Oprah Winfrey come Pretty Woman, vittima di razzismo in boutique

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Oprah Winfrey vittima di razzismo | © Ben Gabbe / Getty Images

Ricordate la scena di Pretty Woman in cui Vivian, interpretata dalla bella Julia Roberts , entrava in un negozio lussuosissimo per fare shopping? In quell’occasione, la giovane prostituta assoldata dal ricco Edward Lewis, interpretato dall’affascinante Richard Gere, veniva invitata dalla commessa a lasciare il negozio perché troppo lussuoso per le sue possibilità economiche. Una situazione analoga l’ha vissuta Oprah Winfrey, la regina dei talk show made in USA, in un noto e lussuoso negozio di Zurigo.

La star americana, a Zurigo per le nozze della sua grande amica Tina Turner, è stata vittima di un episodio spiacevole e, considerato dalla stessa protagonista, di razzismo nella boutique “Trois Pommes“. Rivoltasi alla commessa per l’acquisto di una borsa di coccodrillo che aveva attirato la sua attenzione in vetrina la Winfrey si sarebbe vista negare la possibilità di acquistare la borsa: “È troppo costosa per lei. Non se la può permettere” sarebbe stata la risposta della sciagurata commessa di origini italiane che sicuramente non ha riconosciuto una delle donne più ricche e influenti del pianeta. Il costo della borsa in oggetto si aggira sui 38 mila euro, pochi spiccioli per una che anche quest’anno guida la classifica stilata da Forbes dei personaggi più ricchi del pianeta. Diversamente da Julia Roberts, snobbata dalle commesse del negozio di Beverly Hills per via dell’abbigliamento, in questo caso la Winfrey, sarebbe stata vittima di razzismo, come la stessa conduttrice sostiene nei racconti dell’accaduto alle Tv americane.

Oprah Winfrey vittima di razzismo | © Ben Gabbe / Getty Images
Oprah Winfrey vittima di razzismo | © Ben Gabbe / Getty Images

Lo spiacevole episodio ha costretto l’ufficio del Turismo svizzero a presentare le proprie scuse ufficiali: “Ci dispiace per l’accaduto perché riteniamo che tutti i clienti debbano essere trattati con rispetto e in modo professionale“. Le scuse arrivano anche dalla titolare del negozio, Trudie Goetz, che assiura: “Si è trattato di un malinteso. La commessa è italiana e non parla bene l’inglese. Voleva essere molto gentile spiegando che si trattava di una borsa da 35mila franchi svizzeri e che poteva mostrarle versioni meno costose in struzzo, vera pelle e velluto“.

Sarebbe stato bello vedere la faccia della commessa qualora la Winfrey fosse ritornata in negozio per acquistarlo tutto, proprio come fece Vivian in Pretty Woman: “Volevo fare come in Pretty Woman – confessa Winfrey a Larry King –  ma poi ho pensato che quella commessa avrebbe preso una commissione e allora ho lasciato perdere“.

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