Morgan non paga gli alimenti alla figlia, all’asta la sua casa di Monza

0
541
© Facebook / Morgan

Lo scorso 16 dicembre Morgan, al secolo Marco Castoldi, ha annunciato un radicale cambiamento di vita.

Lo ha fatto con un post su Facebook nel quale ha dichiarato di voler mettere all’asta tutti i suoi averi, lasciando i fan di stucco. In molti gli hanno creduto, altri hanno pensato che fosse una mossa di marketing. Si sa da tempo infatti che Morgan ha qualche problemino, in particolare con l’ex compagna Asia Argento. L’attrice tre anni fa ha depositato querela per i mancati pagamenti degli alimenti della figlia Anna Lou. Circa duemila euro al mese, con un arretrato che attualmente ammonta a oltre cinquantamila euro. La casa di Morgan a Monza, quindi, verrà pignorata. Il prezzo a base d’asta deciso dai giudici è di 328 mila euro, che andranno in parte a coprire le spese mediche, sanitarie e scolastiche mai sostenute dal cantante.

Solo coincidenze?

Il 16 dicembre Morgan ha pubblicato sulla sua pagina Facebook l’annuncio in cui diceva di volersi liberare di tutte le cose materiali. Aggiungeva che avrebbe consegnato tutto di persona e che chiunque avesse comprato le sue cose all’asta avrebbe potuto conoscerlo:

Il Morgan che avete conosciuto fino ad oggi è morto. Chiuso un ciclo di vita, mi preparo ad entrare in uno nuovo fatto di musica nuova, voce nuova, corpo nuovo, stile nuovo. Per compiere questa metamorfosi abbandono definitivamente tutto quello che appartiene al mio passato, al mio vissuto artistico, alla mia “immagine”, al mio feticcio: metto all’asta tutto quello che ho intorno, dentro casa, nei cassetti, negli armadi, negli scaffali, nelle librerie; gli oggetti, gli strumenti, le carte, i vestiti e ogni altra cosa che mi possa ricordare chi o cosa ero. Me ne libero.

Dopo la notizia sui mancati pagamenti degli alimenti della figlia, in molti hanno ricollegato la drastica decisione di Morgan alla diatriba con Asia Argento. Per questo motivo l’ex Bluvertigo ha pubblicato un messaggio per chiarire. Inizia dicendo di non essere legato al denaro, parla dell’addio del padre e di come lui e la famiglia si siano rimboccati le maniche per lavorare:

Dicevo, non venero il denaro ma una casa sono riuscito a comprarmela, banalmente, una, l’unica, altro che villa al mare, chalet in montagna, residenza di famiglia in campagna, appartamento in centro …! Ma di cosa stiamo parlando? Una benedetta prima casa, l’unica, per metterci dentro una famiglia, dei figli, un televisore, un pianoforte, e il minimo per una vita tranquilla e dignitosa. Altro che rockstar, altro che figli d’arte: sono una persona comune, per bene.

Nel lungo messaggio Morgan spiega di non essere legato al denaro ma di averne rispetto e poi entra nella questione, riferendosi direttamente ad Anna Lou e a Lara, la figlia avuta da Jessica Mazzoli:

Io ho due figlie, l’averle messe al mondo è stata una scelta, non un incidente, perciò è logico che non mi sottragga al fatto di mantenerle al massimo delle mie possibilità, e non ho mai battuto ciglio quando i tribunali hanno stabilito gli assegni, nello stupore dei miei avvocati che tentavano di farmi ridimensionare le somme, ai quali rispondevo: “no, è giusto, voglio che sia così, che i miei figli possano avere tutto, tutto quello che non ho avuto io”. Mi rispondevano: “ma guarda che tremila euro sono troppi, un bambino non ha quelle spese”. E io replicavo: “vabbè, non importa, vorrà dire che li metteranno via e glieli daranno poi quando sarà grande”. Intanto io, che tra l’altro non ero quello che aveva voluto la separazione, continuavo a lavorare come sempre, e i soldi li facevo gestire di volta in volta a professionisti, i cosiddetti commercialisti, cosa che fanno tutti, non solo chi al denaro non è particolarmente attento. Per farla breve, un giorno sono caduto dal pero, ed è stato non molto tempo fa, quando, dopo un’intera stagione di lavoro televisivo, una stagione campionessa di incassi, con ascolti record, mi trovo senza compenso. Perché? Innanzi tutto perché metà se li è presi Equitalia. E l’altra metà, non mi viene corrisposta semplicemente facendo appello alla mia “indisciplina”.

Morgan sostiene di avere un debito e di avere avuto anche problemi nella gestione del denaro indipendenti dalla sua volontà:

Ho pagato sempre, e i bonifici per gli alimenti sempre in automatico, come prima operazione. Per anni, pagato somme esorbitanti, intere rette annuali per scuole private di lusso, che costano più della Bocconi, ma non c’è problema, per la bambina questo e altro, figuriamoci. Per una bambina fantastica, che non ha colpa, semmai la fortuna di essere figlia di un musicista realizzato e di una attrice con un albero genealogico talmente grande che non ci sta neanche nei parchi delle sue ville in Toscana o nei giardini pensili delle sue terrazze romane. Ma il problema non è mica Asia. Sono certo che lei non c’entra nulla con questa faccenda, figuriamoci! Ma secondo voi, che interesse avrebbe nei confronti della mia umile dimora monzese, lei che vive tra Parigi e Los Angeles in case meravigliose, e che lavora con i più grandi registi del mondo? Mica ha bisogno di me per farsi mantenere! Quei tremila euro con cui certe famiglie avrebbero tirato su dodici figli, per lei sono una bazzecola, ci paghi giusto un giorno d’albergo a New York, viaggio escluso. Ma scherziamo? No?! Però appena ho sgarrato una mezza volta, e non per mia volontà, come ho spiegato ampiamente prima, allora ecco che subito arriva la notifica, il pignoramento, la chiamata a rispondere della condotta deplorevole, e per non parlare delle diffamazioni, le sputtanate a mezzo stampa. Ma sì, distruggiamolo quello stronzo, togliamogli tutto, figli, casa, dignità civile, che ci frega, anzi mi diverto. Dai massacriamolo, senza pietà, senza un minimo di rispetto! E non parlo del ricordarsi di aver detto “ti amo”, ma del minimo rispetto di un essere umano.

Non mancano i riferimenti alle esperienze televisive, senza citare direttamente “X Factor” o “Amici”, la conclusione ritorna su Anna Lou, che oggi ha 15 anni:

La cosa che mi importa è che mia figlia mi vuole bene e si merita genitori che dialoghino volando alto e non solo di mere faccende pecuniarie. Magari di arte, ogni tanto.

In allegato la cover de “L’amore cieco” di Fabrizio De Andrè, un riferimento poco velato a qualcuno che “si innamorò perdutamente di una che non lo amava niente”?

Rispondi