Ligabue: mille facce di un rocker

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Luciano Ligabue | © ALBERTO PIZZOLI / Getty Images

Canzoni, dischi, libri, concerti: non si ferma mai Luciano Ligabue, neanche nell’anno in cui aveva dichiarato che si sarebbe preso finalmente un po’ di vacanza. Venerdì è, infatti, uscito il suo quarto libro, “Il rumore dei baci a vuoto” e per il 25 maggio è previsto un suo concerto nella prestigiosa Royal Albert Hall di Londra (già sold out). Il primo, questo, di un mini tour che lo vedrà impegnato in sole 4 date: il 5 luglio a Locarno (nell’ambito del festival Moon and Stars), il 7 luglio a Cividale del Friuli (presso il locale Parco Della Lesa), il 17 al Teatro Antico di Taormina e il 20 in piazza del Plebiscito a Napoli.

Sotto Bombardamento – Rock in 2012” sarà, a detta dello stesso Ligabue, una serie di concerti molto “suonata”, che rispolvererà in scaletta diversi pezzi messi in disparte negli ultimi tempi e si contraddistinguerà per i palchi e gli impianti luci molto minimalisti.

Lo spettacolo che immaginiamo è molto rock, con pochissimi fronzoli. Per dire, le luci potrebbero essere addirittura solo bianche. In scaletta inseriremmo anche brani che non suoniamo da tempo, senza ovviamente far mancare le canzoni alle quali siete più affezionati. Il gruppo che mi accompagnerà, ovviamente, sarà quello nuovo.

ha confidato il rocker di Correggio ai suoi fans in una video chat sul suo canale. Ma intanto non è solo la musica ad occupare la vita di Ligabue. In questi giorni, infatti, è impegnato nella promozione del suo nuovo libro di racconti e, cosa che di solito non fa volentieri, si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni sulla sua vita privata che, in parte, ha ispirato l’opera. A cominciare dalla sua infanzia, dal suo rapporto col padre e con quella famiglia felice che, solo con gli anni, si è accorto non essere per nulla la normalità.

Luciano Ligabue | © ALBERTO PIZZOLI / Getty Images

I miei sono stati insieme tutta la vita con gioia. Persone semplici, vitali, capaci di stare con gli altri. Papà l’ho perso nel 2001. Diceva: dopo i 70 ogni anno è regalato. È morto a 71. Tumore all’intestino. Quattro mesi dalla diagnosi. Io stavo girando un film, Da zero a dieci. Ci siamo parlati più in quei mesi che in tutta la vita. Lui era un Ariete, testosterone puro, reattivo, io Pesci, faceva fatica a capire questo figlio che parlava poco, non capiva nemmeno cosa volesse dire essere timido. Ci siamo visti, in quei mesi. Mia madre, dopo, sembrava che volesse morire anche lei. Poi si è attaccata a mio figlio Lenny e dopo è venuta Linda.

I figli sono un altro argomento caldo, causa di gioia, ma anche di tremendo dolore per l’ “uomo” Ligabue.

Lenny non vive con me, Linda sì. È molto diverso. Lenny ora è un adolescente, ha un grandissimo talento musicale, a due anni teneva il tempo dei Nirvana con le bacchette, ha molto più orecchio di me, vuol fare da solo, naturalmente. Linda ha sette anni, è vanitosa, ingenua, molto popolare fra le amiche. Li amo. Ne avrei voluti altri, di figli. Tanti. Ne ho persi tre. Due nel passato, uno pochi anni fa da Barbara, la madre di Linda. Al sesto mese di gravidanza. Un lutto che non trova casa, nessuno lo considera un vero lutto.

Un papà affezionato, un figlio incompreso, un rocker famoso. Tutto questo e anche tanto altro è Luciano Ligabue: tutto questo e anche tanto altro, nelle migliori librerie e, prossimamente, ancora sul palco.

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