Karima El Mahroug e il diario segreto: il Bunga Bunga raccontato al pc

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Karima El Mahroug

Karima El Mahroug, nota come Ruby Rubacuori, continua a far parlare di sé e mentre l’inchiesta sul Bunga Bunga prosegue, emergono sempre più dettagli. Le ultime notizie arrivano direttamente dal computer della ragazza marocchina, che teneva un diario segreto in cui gli inquirenti hanno trovato appunti e frasi a quanto pare degne di nota.

Karima El Mahroug
Ruby, ormai si sa, all’epoca dei fatti era minorenne ed aveva già contatti con Emilio Fede, che le aveva promesso di lanciarla nell’ambito mondo della tv:

Ho conosciuto Emilio Fede nei vari concorsi di bellezza a cui ho partecipato. Lo stesso Fede mi diede il suo contatto promettendomi lavoro a Milano. Il sig. Fede mi portò nell’agenzia di Lele Mora. Lo stesso Mora si dimostrò molto favorevole al mio inserimento nella sua agenzia facendomi poi lavorare al Chiambretti night, ignaro del fatto che io fossi minorenne. Nei tre mesi successivi venivo chiamata da M. Z., segretario della lM production, per partecipare a diversi programmi tv, tra i quali: La pupa e il secchione, L’isola dei famosi, Il grande fratello.

Il Bunga Bunga viene citato anche nei racconti della ragazza, che spiega anche che nonostante la sua minore età, Lele Mora le aveva proposto ugualmente di prenderla in affidamento:

Dopo alcuni giorni mi chiamò Mora per dirmi che avrei dovuto andare ad una cena: io pensavo che sarebbe stata una cena dove avrei dovuto fare ‘immagine’. Invece la sera stessa mi vennero a prendere a casa due auto di cui una dei carabinieri ed una con autista per accompagnarmi a casa del presidente Silvio Berlusconi. Il presidente mi accolse in maniera calorosa con molti complimenti. Alla serata parteciparono circa 30 ragazze. Cenammo con musica dal vivo e il presidente mi dedicò anche una canzone. A fine cena saremmo dovuti andare al bunga bunga. lo mi rifiutai dicendo che volevo andare a casa. Il presidente mi chiamò nel suo studio e mi disse che avrebbe potuto cambiare la mia vita. Risposi che avrei accettato se lo avesse fatto per umanità ma non per avere un tornaconto. Si mise a ridere e con tono sarcastico mi disse che non cercava tornaconto e che lui poteva avere tutto quello che voleva. lo gli risposi che io non ero tra ‘quel tutto’. Si mise a ridere e mi diede una busta. Arrivata in auto vi trovai un collier d’oro con diamanti di Damiani insieme a 46 mila euro. Ritornai a casa del presidente altre 3 volte.

Tra le intercettazioni, invece, spuntano anche alcune lamentele sul pm di Milano Pietro Forno. La conversazione è avvenuta con Diana Mora, figlia di Lele e Ruby si lamenta appunto del pm:

Mi stanno rompendo quelli del dottor Forno. Lui torna il 18, cioè manco a Ferragosto ti fa stare bene questo giudice, poi si chiude in stanza dalle otto fino alle otto. Non vuole arrivare a me, cioè, lui, il suo interesse non è arrivare a sapere cosa faccio io, lui vuole arrivare a colpire Silvio Berlusconi e Lele Mora, capito?

Insomma, che le foto de L’Unità siano vere oppure no, il Bunga Bunga esiste eccome e le serate di Arcore, tra confessioni, intercettazioni e file di testo, non sono ricostruite come delle tranquille cene tra amici.  

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