Charlie Sheen devasta la sua camera d’albergo

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Charlie Sheen e Denise Richards | © Elsa / Getty Images

Charlie Sheen ancora una volta nei guai: l’attore incontrollabile avrebbe distrutto ancora una volta la stanza d’albergo in cui alloggiava. Non si tratta di un evento del tutto inedito per Sheen, tuttavia speravamo in molti nella sua redenzione e in un ritorno alla normalità che evidentemente tarda ad arrivare.

Ospite del Ritz di New York City con la sua famiglia (l’ex moglie Denise Richards e i loro due figli), Charlie Sheen avrebbe preferito spostarsi in una stanza separata per fare i suoi (porci) comodi. Secondo le prime indiscrezioni, infatti, si sarebbe dato alla pazza gioia con delle escort, che sono state avvistate al loro arrivo in hotel, ma avrebbe lasciato la stanza in pessime condizioni, alla fine dei suoi festeggiamenti.

Charlie Sheen e Denise Richards | © Elsa / Getty Images

Un insider di US Weekly ha raccontato:

Ha totalmente devastato la sua stanza d’albergo. Le escort sono state viste arrivare e andare via. Alla fine a Charlie è stato detto che non è più il benvenuto al Ritz.

Insomma, Charlie Sheen sarebbe stato “bandito” dall’hotel, nel quale si trovava in occasione di una partita di baseball degli Yankees, lo dimostra la foto in alto. Tuttavia un portavoce dell’attore ha smentito quanto dichiarato da US Weekly, sostenendo una versione decisamente opposta.

Charlie ha trascorso del tempo prezioso con la sua famiglia questo fine settimana, incluso l’incontro di baseball Yankee/Met venerdì sera. Lunedì sera ha tenuto una cena per la famiglia e gli amici nella suite del suo albergo, il cibo è stato consegnato da “Da Tommaso” dell’ottava Avenue.

Non ci stupirebbe, in ogni caso, scoprire che quest’ultima versione è totalmente falsa, visto che già nel 2010 Charlie Sheen aveva procurato ben settemila dollari di danni nell’albergo in cui si trovava e in cui, incredibilmente strafatto, si era dato davvero alla pazza gioia tra droga e prostitute. Di recente, poi, l’attore ha dichiarato di non credere nell’utilità dei centri di riabilitazione (che lui conosce bene), immaginarlo pulito e lucido, sembra ancora un miraggio.

 

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