Scarlett Johansson si scaglia contro i paparazzi: la lettera pubblicata su Time

0
29
Scarlett Johansson

Non è la prima volta che succede, i paparazzi a volte diventano troppo invadenti con le star di Hollywood, mettendole sotto pressione.

In passato si sono lamentati diversi vip, l’ultima in ordine cronologico è stata Scarlett Johansson, con una lettera pubblicata su Time. I personaggi famosi sanno bene che la privacy non esiste una volta che tutti li conoscono, in questi anni si sono aggiunto selfie e foto scattate di soppiatto in ogni momento della loro vita. Scarlett Johansson, tuttavia, è stata tra le attrici più riservate in circolazione e ha deciso di risollevare il problema dopo che TMZ e il Daily Mail hanno pubblicato delle foto. Le immagini la ritraggono con l’ex marito Romain Dauriac e la loro bambina, Rose Dorothy, nel corso di una giornata a New York. Da personaggio pubblico la Johansson sa bene che non può eliminare la continua esposizione ma non vorrebbe che la figlia ne pagasse le conseguenze. Un problema sollevato in passato da Halle Berry e Kim Kardashian, che all’epoca della prima gravidanza aveva espresso preoccupazione anche per gli inseguimenti in auto dei paparazzi.


Embed from Getty Images


Le parole di Scarlett Johansson

Sono un personaggio pubblico, ma io e la mia famiglia siamo anche privati cittadini, non animali da zoo la cui vita deve essere costantemente documentata. Vogliamo avere il diritto di vivere una vita privata come tutte le famiglie, e non doverci sempre guardare dietro le spalle vivendo un’esistenza paranoica in cui qualcuno nell’ombra scatta foto a ogni gesto della nostra bimba.

Quello che l’attrice chiede è una “No kids policy” che i magazine dovrebbero adottare, pubblicando gli scatti dei bambini solo su esplicito consenso:

Voglio che il pubblico sappia che queste foto sono prese senza il mio consenso di genitore e che noi siamo perseguitati da paparazzi, alcuni dei quali con problemi di giustizia alle spalle. I lettori devono sapere che queste foto sono frutto di una operazione disgustosa che crea danni psicologici a chi viene perseguitato.

 

Rispondi