Sara Tommasi: il film porno esiste ma non sarà pubblicato

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Sara Tommasi | © Jacopo Raule / Getty Images

Ennesimo capitolo dell’epopea di Sara Tommasi e del suo ormai noto film porno. Alcune ore fa, subito dopo la diffusione della nota in cui la showgirl dichiarava di essere stata drogata durante le riprese da Federico De Vincenzo, produttore dell’agenzia Dive Star production & management, è stato messo on line un mini teaser, della durata di 37 secondi. Il video si compone di una prima parte dedicata ai titoli di testa, in cui si legge:

• Casa di produzione – Dive Star production & management
• Nome della protagonista – Sara Tommasi
• Titolo – “La mia prima volta”
• Regia – Guido Maria Ranieri

Sara Tommasi in un frame del suo film porno.

Nelle scene seguenti, invece, vediamo finalmente il volto di Sara Tommasi, con una parrucca nera corta e grandi orecchini a cerchio. Il primo piano della showgirl la ritrae con un’espressione che lascia poco spazio all’immaginazione: Sara è in preda al piacere e la cosa è eloquentemente sottolineata dalle parole sconce che pronuncia durante la sua performance.

Godo, godo come una porca, sono zoccola …

Ma al di là dell’ovvio, quello che non si può far a meno di notare è lo sguardo della Tommasi: i suoi occhi stralunati, infatti, probabilmente sono la miglior prova di quanto sostenuto da Alfonso Luigi Marra circa il fatto che Sara, durante le riprese, fosse

Piena di cocaina fino ai capelli.

Per questa ragione, ieri i due avevano minacciato di denunciare il produttore del video, ma oggi è arrivata l’ennesima smentita. Sara Tommasi, infatti, ha fatto sapere di non avere più intenzione di perseguire legalmente Federico De Vincenzo.

De Vincenzo mi ha dato la sua parola d’onore che il film hard non verrà mai pubblicato.

Insomma, la showgirl si sarebbe fatta bastare una promessa di non divulgazione ma la cosa non convincerebbe il suo legale, Alfonso Luigi Marra per l’appunto, il quale starebbe mettendo in guardia Sara sul fatto che questa promessa non rappresenta in alcun modo una sicurezza per la salvaguardia della sua immagine.
Insomma, non è scritta ancora l’ultima parola.

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